La tutela del cane randagio nelle Pubbliche Amministrazioni

Il testo tratta di un problema attualmente lasciato ai margini tra i disagi che affliggono la società, ossia il randagismo. Sin dall’antichità, l’animale era considerato una res, una cosa, e tale condizione è oggi cambiata; si assiste al passaggio da animale di utilità ad animale da compagnia. Anche a livello europeo si è avuta una svolta: il Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, noto come Trattato di Lisbona prevede forme di tutela dei diritti degli animali. Il sentimento verso gli animali è vivo e forte soprattutto nelle regioni del Nord Italia, mentre quelle del Sud “faticano” a riconoscere e rispettare i diritti dei “quattro zampe”. In merito a ciò i Comuni meridionali non attuano quanto prevede la legge nazionale 281 del 1991, la quale stabilisce che Province e Comuni debbano utilizzare i fondi regionali, indirizzati verso la tutela degli animali, per la custodia ed il sostentamento degli animali randagi. Il contrario avviene al Nord, dove le Pubbliche Amministrazioni attuano concretamente quanto prevede la legge. Carmela Marchese

INDICE 
INTRODUZIONE
a. L’Italia prima della legge n. 281 del 1991 ……………………………………………………..11
b. L’Europa ed il Trattato di Lisbona………………………………………………………………..14
c. La concezione dell’animale nella filosofia……………………………………………………..19
d. La “questione animale” in chiave moderna……………………………………………………22
Capitolo Primo
Il randagismo
1.1. Randagismo e dinamiche di branco ………………………………………………………….25
1.2. Cause del randagismo…………………………………………………………………………….32
1.2.1. Gli abbandoni e la disinformazione…………………………………………………………33
1.3. Strumenti di lotta contro il randagismo ………………………………………………………40
1.3.1. Formazione ed informazione …………………………………………………………………42
1.3.2. Anagrafe canina ………………………………………………………………………………….45
1.3.3. Microchippatura…………………………………………………………………………………..51
1.3.4. Censimento ………………………………………………………………………………………..55
1.3.5. Sterilizzazione e reimmissione sul territorio……………………………………………..58
Capitolo Secondo
Le Pubbliche Amministrazioni
2.1. Ruolo ed obblighi dei Comuni…………………………………………………………………..65
2.2. Ruoli ed obblighi delle ASP ……………………………………………………………………..72
2.3. Fondi europei e fondi statali per la lotta al randagismo ………………………………..75
2.3.1. Operato dei Comuni in astratto ed in concreto …………………………………………78
2.3.2. Operato delle ASP in astratto ed in concreto……………………………………………88
Capitolo Terzo
Le Associazioni
3.1. Ruolo delle Associazioni………………………………………………………………………….91
3.1.1. Le Associazioni di volontariato e le Guardie zoofile…………………………………..95
Capitolo Quarto
Confronto Regione Calabria e Regione Lombardia
4.1. Analisi dei costi e mantenimento dei randagi ……………………………………………..97
4.2. La Legge della Regione Calabria n. 41 del 5 maggio 1990 …………………………103
4.3. La Legge della Regione Lombardia n. 16 del 20 luglio 2006……………………….109
4.3.1. Le risorse finanziarie per la lotta al randagismo e le strategie
dell’intervento regionale. Gli esiti attesi ………………………………………………………….110
4.3.2. Le azioni realizzate dalla Regione Lombardia, ovvero dalle ASL e dagli
enti locali …………………………………………………………………………………………………..113
4.3.3. L’implementazione della Legge della Regione Lombardia: i primi passi
dell’attuazione regionale (criticità e prospettive)………………………………………………126
4.4. Confronto fra la Legge della Regione Calabria e la Legge della Regione
Lombardia …………………………………………………………………………………………………129
4.5. Regolamento per i diritti degli animali del Comune di Cosenza……………………134
4.6. Regolamento per i diritti degli animali del Comune di Milano ………………………138
4.7. Confronto tra i due regolamenti esaminati………………………………………………..145
Capitolo Quinto
Ripartizione delle competenze istituzionali
5.1. Competenze dello Stato ………………………………………………………………………..149
5.2. Compiti delle Regioni e delle Province Autonome……………………………………..150
5.3. Compiti del Ministero della Salute …………………………………………………………..150
Conclusioni
Bibliografia

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